Il 6 ottobre 2026 prenderà il via la decima edizione di QuarantaScienza sul tema Le aree polari, a cura dei soci Carlo Barbante e David Michele Cappelletti.
Le aree polari (Artide ed Antartide) sono nell’immaginario di tutti remote, incontaminate ed estremamente fredde. In effetti, nelle aree polari arriva molta meno energia dal Sole rispetto alle basse latitudini, a causa di una serie di fattori, tra cui il basso angolo di incidenza dei raggi solari, l’inclinazione dell’asse terrestre e il moto di rivoluzione della Terra intorno al Sole. Per questo motivo, i poli sono elementi critici del sistema climatico della Terra: attraggono energia dalle aree più calde attraverso le correnti oceaniche e atmosferiche generate dalla grande differenza di temperatura tra le alte e le basse latitudini. Il clima nell’ultimo milione di anni è stato modulato da questi fattori, che si bilanciano delicatamente. Negli ultimi due secoli questo equilibrio è stato stravolto dalle emissioni antropogeniche, che alterano la quantità di gas serra nell’atmosfera e, di riflesso, anche le temperature degli oceani. Oltre ai gas serra, le emissioni antropogeniche producono una moltitudine di inquinanti, sia gassosi sia disciolti nelle acque, che possono raggiungere le aree polari seguendo le correnti atmosferiche ed oceaniche. La Terra, di fatto, è un sistema fortemente interconnesso, e ciò che accade nelle aree polari influenza in modo significativo l’intero pianeta. Le osservazioni degli ultimi decenni hanno mostrato che le aree polari sono più sensibili alle fluttuazioni climatiche e stanno cambiando molto più velocemente rispetto alle altre regioni della Terra. Capire cosa sta accadendo ai Poli oggi ci aiuterà a comprendere il clima futuro del nostro pianeta. Artide ed Antartico, pur essendo entrambe aree polari, hanno delle specificità ed offrono una diversa prospettiva anche alla scienza. L’Antartide è un continente circondato dall’oceano e ricoperto da una calotta glaciale dello spessore di alcuni km che contiene informazioni fondamentali sul clima del passato. L’oceano Artico è circondato da terre emerse, spesso difficili da raggiungere a causa delle condizioni climatiche avverse. Il ghiaccio marino in Artico si sta sciogliendo rapidamente con un impatto ecologico significativo su molte specie polari, come l’orso polare, le balene, il krill e gli uccelli marini. L’Artico ospita anche una comunità indigena di oltre 4 milioni di persone la cui vita sta cambiando drasticamente a causa del cambiamento climatico. Di fatto, la ricerca scientifica in queste aree ha una rilevanza sociale enorme, essendo cruciale per capire il cambiamento climatico, la biodiversità, la circolazione e la dinamica degli oceani.
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