RICORDO DI VALERIO SBORDONI (1942-2025)
Una vita tra scienza, natura e scoperta

Con la scomparsa di Valerio Sbordoni, avvenuta il 6 febbraio 2024, la comunità scientifica italiana ha perso una figura di spicco che ha saputo fondere, come pochi, rigore accademico, spirito pionieristico e autentica passione per la biodiversità, la sistematica zoologica e l’evoluzione biologica. Una passione per il mondo naturale nata precocemente, sin da quando, ancora ragazzino, aveva stabilito un piccolo laboratorio naturalistico nella casa dei propri nonni.
Nato a Roma l’11 gennaio 1942, ha segnato profondamente l’evoluzione della Zoologia in Italia, contribuendo in modo decisivo alla sua apertura verso approcci innovativi e interdisciplinari.

 

Dopo la laurea in Scienze Biologiche all’Università di Roma, ha iniziato una brillante carriera accademica che lo ha portato a ricoprire la cattedra di Zoologia presso La Sapienza (1980-1982) e, successivamente, presso l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, dove ha insegnato anche dopo il pensionamento. In entrambe le sedi, ha saputo interpretare l’insegnamento come strumento di formazione culturale e scientifica profonda, ispirando numerose generazioni di studenti e giovani ricercatori. Molti degli studenti che ha formato hanno occupato e occupano tuttora ruoli nelle università e in istituti di ricerca
Nell’anno accademico 1981-82, a seguito della rinuncia del Prof. Eri Manelli, membro del comitato ordinatore per l’istituzione della seconda Università di Roma Tor Vergata, Valerio Sbordoni accettò la straordinaria sfida di trasferirsi in un motel e 600 ettari di territorio fuori dal Grande Raccordo Anulare in compagnia di altri colleghi della Università La Sapienza, dove visse anni culturalmente stimolanti, di crescita comune tra docenti e ricercatori di diverse discipline. Sin dal primo anno di insediamento iniziò ad esplorare il territorio, ben presto gli venne l’idea di utilizzare alcuni casali in disuso per creare una stazione zoologica sul campo e ne parlò con il Rettore, Enrico Garaci, che accolse subito la proposta. Per coniugare ricerca e attività produttiva, coinvolse anche il suo amico Stefano Cataudella, leader in Italia nel settore dell’acquacoltura, e iniziarono insieme il lungo cammino che portò alla realizzazione del Laboratorio di Ecologia Sperimentale e Acquacoltura dell’Università di Roma Tor Vergata, inaugurato ufficialmente nel 1991.
Nell’Università di Roma Tor Vergata Valerio Sbordoni è stato nominato Prorettore delegato alle attività culturali (1999-2005) dall’allora Rettore Alessandro Finazzi Agrò ed è stato per lungo tempo Membro eletto della Commissione per la Ricerca Scientifica (1984-2003; 2005).
Valerio Sbordoni è stato un precursore nell’introduzione dell’evoluzione biologica nello studio della Zoologia. In un periodo in cui tali approcci erano ancora marginali in Italia, contribuì alla loro piena affermazione, fondando uno dei primi laboratori italiani dedicati alla genetica di popolazione e alla filogenesi molecolare. Ha introdotto la Biologia Evoluzionistica e la Biogeografia negli insegnamenti della Zoologia a livello universitario. Le sue ricerche si sono sviluppate lungo un’ampia gamma di taxa, con particolare attenzione ai Lepidotteri, di cui è stato uno specialista riconosciuto a livello internazionale. Ha avuto inoltre un grandissimo interesse per gli organismi ipogei, divenuti veri e propri modelli per l’analisi di adattamenti estremi e dinamiche evolutive complesse. Il suo interesse si è esteso anche alla ricerca applicata, ottenendo importanti risultati nell’ambito dell’acquacoltura.

 

Un aspetto distintivo della sua opera è stato il legame inscindibile tra ricerca scientifica e attività sul campo. Speleologo appassionato fin dalla giovinezza, ha concepito le grotte non solo come spazi da esplorare, ma come laboratori naturali dove osservare in situ processi ecologici ed evolutivi. Ha guidato numerose missioni scientifiche a partire dalla storica spedizione in Messico Centrale del 1969 con l’Accademia dei Lincei e successivamente in Chiapas, documentando oltre 150 cavità. Ha anche organizzato e partecipato a missioni nel baci- no del Mediterraneo, in Medio Oriente, in Nepal, in Tibet, in Vietnam e in altre regioni dell’Asia sudorientale, contribuendo alla descrizione di più di 200 taxa nuovi per la scienza.

Già dagli anni ‘70, con continuità, è stato responsabile e coordinatore di numerosi progetti competitivi finanziati da diversi enti nazionali tra i quali il CNR, vari Ministeri e il Programma Nazionale di Ricerca in Antartide, finalizzati in gran parte alla comprensione del ruolo della variabilità genetica e della selezione naturale nell’evoluzione di popolazioni naturali di vari organismi. Ha focalizzato una particolare attenzione nello studio dei processi e meccanismi di speciazione, nello sforzo di individuare e caratterizzare i determinanti ecologici e storici alla loro base. Ha intrattenuto collaborazioni internazionali con vari colleghi, tra i quali Jeffrey Robert Powell (Yale University), Diether Sperlich (Universität Tübingen) e Lutz Bachmann (Universitetet i Oslo).

La sua produzione scientifica comprende oltre 330 lavori tra articoli su diverse riviste qualificate nei campi dell’ecologia e della biologia evoluzionistica, volumi e saggi, a cui si aggiungono contributi didattici e divulgativi. Tra le sue opere più conosciute figurano la trilogia Subterranean Fauna of Mexico, pubblicata dall’Accademia dei Lincei, considerata un riferimento internazionale nello studio della fauna cavernicola, e il libro a carattere divulgativo “Il mondo delle farfalle” (1984), coautore Saverio Forestiero, tradotto e pubblicato in diverse edizioni internazionali. I suoi lavori, tradotti e citati in tutto il mondo, riflettono la capacità di coniugare solidità metodologica e visione teorica, rigore analitico e profonda conoscenza ecologica ed evoluzionistica.

Dal 2009 è stato Socio accademico dell’Accademia Nazionale delle Scienze, detta dei XL, e dal 1986 è stato Socio accademico dell’Accademia Nazionale di Entomologia. È stato inoltre membro dei Consigli di diverse società, tra cui la European Society for Evolutionary Biology (ESEB), l’International Society of Subterranean Biology (SIBIOS), la Società Italiana di Biogeografia (SIB, Presidente), l’Unione Zoologica Italiana (UZI), della FISNA e la precedente Society for Molecular Systematics (vicepresidente). Ha fatto parte del Comitato Direttivo of the European Science Foundation network on Population Ecology and Genetics, del comitato consultivo di istituti di ricerca tra cui il Laboratoire Souterrain du CNRS. Chairperson per la sezione Natural Populations, FAO World Expert on Aquatic Genetic Resources. Su incarico dei diversi consigli direttivi ha organizzato molti congressi nazionali ed internazionali.

Valerio Sbordoni è stato anche Presidente del Circolo Speleologico Romano e della Federazione Speleologica del Lazio.

Particolarmente attento ai temi della Biodiversità, ha avuto un ruolo determinante come padre fondatore dell’infrastruttura digitale di ricerca per la Biodiversità LifeWatch Italia e membro del Consiglio di coordinamento sin dalla sua fondazione nel 2002, con il suo continuo impegno ha caratterizzato in maniera fondamentale le attività della Joint Research Unit. È stato responsabile scientifico del Network Nazionale della Biodiversità (NNB), nato nell’ambito del progetto “Sistema Ambiente 2010” (promosso dal Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare) e realizzato a supporto della Strategia Nazionale per la Biodiversità. Inoltre, è stato anche promotore dell’Osservatorio sulla Biodiversità del Lazio (OBL), avviato nel 2001 grazie a un progetto congiunto tra il Dipartimento di Biologia dell’Università di Roma Tor Vergata e l’Agenzia Regionale dei Parchi, con l’obiettivo di raccogliere, elaborare e interpretare dati e informazioni sulla biodiversità nel territorio della regione Lazio.

Nell’ultimo periodo della sua attività, Valerio Sbordoni è stato un convinto sostenitore della Citizen Science per la raccolta dati e la tutela della Biodiversità e, con l’Accademia Nazionale delle Scienze, ha promosso la partecipazione della città di Roma all’iniziativa internazionale City Nature Challenge (2023 e 2024).

Nel corso della sua carriera ha ricevuto numerosi riconoscimenti: la Targa di Ateneo in occasione dei 40 anni dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata (2022), il Premio G.B. Grassi dall’Accademia Nazionale dei Lincei (1976), la Medaglia d’oro per le Scienze Fisiche e Naturali dall’Accademia Nazionale delle Scienze (1995) e il Rolex Award for Enterprise per l’esplorazione «del lato oscuro della biodiversità» nelle grotte (1998).

Chi ha avuto modo di lavorare con lui lo ricorda non solo per l’elevato profilo scientifico, ma anche per le sue doti umane: una personalità vivace, comunicativa, in-stancabile nella curiosità, capace di creare sinergie. La sua disponibilità al confronto, le interminabili discussioni fino a sera su temi dell’evoluzione biologica, l’entusiasmo contagioso nel condividere scoperte e conoscenze lo hanno accompagnato in tutta la sua vita. In tanti hanno condiviso con lui momenti piacevoli anche al di fuori della professione: nelle escursioni in grotta, sulle montagne e sulle isole a rincorrere le farfalle con un retino, di fronte a un pianoforte suonando un blues a quattro mani, nella partecipazione accanita a partite di calcetto, nell’organizzazione di simpatici scherzi di cui a volte è stato vittima con spirito.

La scomparsa di Valerio Sbordoni ha certamente lasciato un vuoto difficile da colmare, perché Valerio ha incarnato una visione della scienza aperta, integrata, fondata sull’esplorazione del mondo naturale. È stato un vero punto di riferimento per allievi e colleghi. La sua opera, il suo esempio e la sua eredità continueranno a influenzare il lavoro di studiosi e naturalisti in Italia e all’estero, offrendo una guida intellettuale alle future generazioni.

Gabriele Gentile
Professore Ordinario, Università degli Studi di Roma Tor Vergata

Giuliana Allegrucci
già Professore Associato, Università degli Studi di Roma Tor Vergata

Adalgisa Caccone
Director, YIBS Center for Genetic Analysis of Biodiversity, Yale University

Donatella Cesaroni
già Professore Associato, Università degli Studi di Roma Tor Vergata

Elvira De Matthaeis
già Professore Ordinario, Sapienza Università di Roma

Un ringraziamento a Marina Cobolli, già Professore Ordinario, Sapienza Università di Roma, per il suo contributo alla realizzazione di questa memoria

Foto: gentile concessione di Donatella Cesaroni.