Laureato in Medicina con lode nel 1966
presso l’Università di Roma “La Sapienza” è stato
dal 1967 assistente presso l’Istituto di Microbiologia
e dal 1976 professore ordinario di Microbiologia presso la stessa
Università.
Dal 1982 è professore ordinario
di Microbiologia presso la Facoltà di Medicina dell’Università di
Roma “Tor Vergata”.
Ha passato diversi periodi all’estero
particolarmente presso il Dept. of Biochemistry della G. Washington
University (Wash. DC, USA).
Le ricerche condotte da Garaci si sono
principalmente indirizzate sulle
seguenti linee di indagine:
1)Studi sugli effetti combinati
di citochine nel trattamento dei tumori e delle malattie infettive.
Grazie a numerosi studi oggetto di pubblicazioni
su qualificate riviste internazionali, (CancerImmunol. Immunother.,
32: 154-160, 1990; CellImmunol., 133: 196-205, 1991;Int. J. Cancer,
50: 493-499, 1992; J. Immunother., 13: 7-17, 1993; Int. J. Cancer,
57: 701-705, 1994) Garaci ha dimostrato che la combinazione in
sequenza cronologica di un peptide (timosina-a1) e di interferone-
o di interleuchina-2 somministrata dopo chemioterapico è dotata
di effetto curativo nei confronti di almeno 4 diversi tumori
sperimentali del topo e del ratto.
Tale combinazione di citochine si è mostrata
protettiva anche nei confronti di infezioni sperimentali (Infect.
Immun., 36: 609-614, 1982; Int. J. Immunopharmacol., 18:95-102,
1996).
Il successo di questi studi pre-clinici
ha indotto diversi gruppi clinici ad applicare questo protocollo
in gruppi di pazienti oncologici e in gruppi di pazienti portatori
di epatite B e C ottenendo lusinghieri risultati (Annals Oncology,
5: 741-746, 1994; Eur. J. Cancer, 31: 2403-2405, 1995; Gastroenterology,
104: 1153, 1995; J. Vir. Hep., 3: 191-196, 1996; GUT, 39: 679-683,
1996).
Un recente lavoro ha dimostrato a livello
molecolare il razionale dell’impiego della timosina-a1
in questo protocollo (Eur. J. Immunol., 30: 778-786, 2001).
2)Studio di nuove sostanze di attività antivirale.
Tali ricerche (Science, 209: 1032-1034,
1980; J. Gen. Virol., 53: 75-83, 1981; J. Gen. Virol., 63: 435-440,
1982; Arch. Virol., 99: 89-100, 1988; J. Gen. Virol., 70: 789-800,
1989) hanno mostrato per la prima volta che alcune classi di
prostaglandine sono dotate di attività antivirale nei
confronti di vari virus (virus vaccinico, HTLV-1, virus influenzale,
virus Sendai). E’ stato anche possibile dimostrare il meccanismo
di azione che avviene attraverso induzione della sintesi delle “Heat
Shock Protein” e alterazione della glicosilazione delle
proteine (Proc. Natl. Acad. Sci. USA, 86: 8407-8411, 1989).
Un altro interessante e nuovo meccanismo
di attività antivirale al quale Garaci ha dato il suo
contributo è stato quello che ha messo in evidenza il
rapporto tra stato redox della cellula e infezione virale (Biochem.
Biophis. Res. Commun., 188: 1090-1096, 1992). In particolare è stato
messo in evidenza che il glutatione inibisce la replicazione
del virus Sendai, del virus HSV-1 e del virus HIV (Antiviral
Res., 27: 237-253, 1995; Res.,30: S I A48, 1996; AIDS Res. Hum.
Retrov., 12: 1373-1381, 1996; AIDS Res. Hum. Retrov ., 13: 1093-1099,
1997; J. Leuk. Biol., 62: 54-59, 1997).
3)Studio delle relazioni tra NGF,
sistema immunitario e infezioni virali.
Particolarmente importante il contributo
dato da Garaci e il suo gruppo insieme al gruppo di Rita Levi
Montalcini in questo settore tuttora oggetto di indagine.
Il dato originale evidenziato è stato
che l’NGF è un fattore critico essenziale per la
sopravvivenza dei linfociti B della memoria immunitaria (Cell,
85: 345-356, 1996).
In assenza di questo fattore i linfociti
B vanno in apoptosi e viene pertanto abrogata la memoria immunitaria
verso gli antigeni.
Questo dato ha possibilità di applicazione
in campo umano. Infatti indagini in corso stanno mettendo in
evidenza che certi stati di immunodeficienza (invecchiamento)
possono essere corretti con NGF.
L’osservazione di questo fenomeno è stata
estesa anche ad altre cellule infettate con il virus HIV e HHV-8
(l’agente eziologico del Sarcoma di Kaposi) (AIDS, 12:
2025-2029, 1998; Proc. Natl.Acad. Sci. USA, 96: 14013-14018,
1999; Blood, 95: 2905-2912, 2000). Nel caso di macrofagi infettati
con HIV, l’NGF che viene prodotto solo dopo l’infezione
protegge il macrofago dall’apoptosi e quindi protegge il
virus che può continuare a replicarsi.
Data l’importanza che il macrofago
riveste nell’infezione da HIV come potente “reservoir” del
virus stesso, indagini sono in corso per verificare se, oltre
che in vitro anche in vivo, in adeguati modelli sperimentali
l’anticorpo contro l’NGF è in grado di riprodurre
l’apoptosi dei macrofagi infettati e quindi di arrestare
la trasmissione del virus dal macrofago al linfocita.
Nel corso della sua attività Garaci
ha pubblicato circa 200 lavori su riviste internazionali.
Tra le riviste in cui egli ha pubblicato
i lavori meritano di essere menzionate per l’alto valore
di fattore di impatto: Cell, Science, PNAS, Blood, J. Biol. Chem.,
J. Gen. Vir., AIDS, J. Leuk. Biol., Eur. J. Immunol.
Garaci è stato Rettore dell’Università di
Roma di “Tor Vergata” e poi Presidente del CNR.
E’ Presidente della Società Italiana
di Microbiologia. Ha formato diversi allievi che ora sono docenti
di Microbiologia non solo all’Università di “Tor
Vergata” ma anche a L’Aquila, Chieti, Napoli e Messina.
Attualmente, a partire da pochi mesi, ricopre
la carica di Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità. |