Carte dell'ingegnerie Bellincioni
sec. 20
Ing. Bellincioni
35
Ingegneria
Accademia delle arti e del disegno - Firenze
Via Orsanmichele, 4 - 50123 FIRENZE - Italia, Tel. +39 055 219642 - Fax +39 055 288164, e-mail: info@aadfi.it
1562-63
Classe di pittura; classe di architettura; classe di scultura, classe di storia dell'arte, classe di discipline umanistiche e scienze
Promozione culturale
L'Accademia trova i suoi diretti precedenti nella trecentesca Compagnia di San Luca e nella cinquecentesca vasariana Accademia delle Arti del Disegno. La Compagnia di San Luca come dice Vasari nella vita di Jacopo del Casentini ebbe principio nell’anno 1350 e fu detta Compagnia dei Pittori, gli statuti della quale si trovano oggi all’archivio di Stato di Firenze già pubblicati dal Baldinucci nelle sue “Notizie dei Professori del Disegno” Firenze 1845 (data la fondazione della Compagnia al 1349). Per secoli la Compagnia vide fra i suoi aderenti pittori e scultori famosi dal Gaddi a Donatello a Bronzino a Leonardo a Vasari..etc. Pian piano decadde, sino a quando il frate scultore Giovannagnolo Montorsoli, ritiratosi nel convento dell’Annunziata a Firenze, pensò di costruire una sepoltura per gli artisti e ottenne dal priore dei Serviti Maestro Zaccherio l’antica Cappella dei Benizi nel chiostri della SS. Annunziata. La Compagnia di San Luca fu a lungo senza una sede fissa (Cappella Spedale di Folco Portinari , San Antonio alla Porta a Faenza, San Michele alle Trombe, Santa Maria Nuova) e sicuramente solo dopo il 1563 alla SS. Annunziata dove riassunse il patronato della Cappella dei Pittori o di San Luca. La Compagnia aveva come impresa un bue alato con aureola. Fu per opera di Cosimo I che questa si eresse in Accademia con il nome di Accademia delle Arti del Disegno avendo come suo primo “luogotenente” Vincenzo Borghini e come “capi” il duca Cosimo I e il divino Michelangelo che il Vasari ricorda come “padre e maestro di queste tre arti”Scultura, Pittura e Architettura. La solenne inaugurazione di questa Accademia avvenne con pompa solenne il 13(31?) gennaio 1562(63?) quando Cosimo approvò i XLVII articoli dei Capitoli e Ordini dell’Accademia e Compagnia dell’Arte del Disegno alla presenza di 70 dei più famosi artisti della città. Una delle prime grandi manifestazioni pubbliche dell’Accademia del Disegno furono le solenni esequie per Michelangelo stesso, morto a Roma nel 1564, le cui ceneri furono trafugate per essere sepolte oggi in Santa Croce. Sotto la soprintendenza di Bronzino, Vasari, e Cellini, con un elogio funebre letto da Benedetto Varchi queste si svolsero nella sacrestia michelangiolesca di San Lorenzo. Questa grandiosa manifestazione rese la fama dell’Accademia così grande che molti artisti anche non toscani chiesero di essere ascritti ad essa, fra i quali Palladio, Tiziano, Veronese, Tintoretto, Salviati ..etc. Una ulteriore celebrità fu data dalla traslazione delle ossa del Pontormo nella Cappella dei Pittori della SS.Annunziata e le esequie del Sansovino, e di Benvenuto Cellini. La pratica di accompagnare gli artisti morti alla sepoltura esponendoli nella cappella dei pittori o di San Luca nel chiostro della SS. Annunziata è una tradizione ancora oggi osservata. Le opere fatte per le onoranze e per le feste così come secondo tradizione, le opere donate da ogni Accademico eletto, andarono a costituire il patrimonio dell’Accademia che dal 1609 non poterono essere alienate. Dal 1706 furono realizzate pubbliche mostre e sin da allora L’Accademia aveva il compito di sovraintendere ogni progetto artistico cittadino esprimendo il proprio parere. Dopo varie ipotesi che videro anche l’impegno di Cellini, come impresa fu adottato l’emblema con le tre corone; quercia, alloro e ulivo e la scritta circolare “ A Dio quasi nipote” citando le parole di Dante che sarà sostituita nel 1700 da “ Levan di terra in ciel Nostro Intelletto” del Petrarca, emblema derivato dai tre cerchi di Michelangelo e per la prima volta scolpito sulla sua tomba in Santa Croce. All’Accademia erano ascritti pittori, scultori ed architetti e quanti esercitassero le arti legate al disegno, operando anche per l’istruzione dei giovani artisti e come aiuto nella cattiva fortuna dei suoi ascritti. I maestri erano tenuti a rivelare i loro segreti di mestiere solo “qualora questi lo richiedessero”. Si tenevano lezioni di anatomia in Santa Maria Nuova, (insegnavano professori come Ostilio Ricci, maestro di Galileo), di idraulica per gli architetti e di “panneggiato” per gli scultori. Sempre alla stessa istituzione era affidato il compito di vigilare sulle opere degli artisti celebri come quelle di Michelangelo, Raffaello, Perin del Vaga, del Perugino..etc per evitarne l’uscita dallo Stato,. Risale al 1733 Il Diploma con l’effige di Michelangelo intagliato da Pacini su disegno del Tuscher e all’anno 1737 l’istituzione dei premi di concorso, alcuni dei quali ancora oggi attivi. Con Pietro Leopoldo I di Lorena “principe filosofo e riformatore” nel 1784 si trasformò l’Accademia delle Arti del Disegno nella nuova Accademia neo classicamente intitolata “delle Belle Arti” e per essa fece disporre la ristrutturazione dell’antico soppresso Spedale di San Matteo sulla piazza San Marco ad opera dell’architetto Gasparo Maria Paoletti. Nel Corpo Accademico della nuova Accademia risultavano iscritti tutti gli ascritti alla soppressa Accademia delle Arti del Disegno, che si riunivano per fissare i temi per i premi di I e II classe, per risolvere “interessanti proposizioni” a lui rivolte sulle cose dell’arte e per soprintendere alla Scuola. Le opere dei premi di prima classe rimarranno all’Accademia, nel Loggiato della Scuola. Elisa Baciocchi, sorella di Napoleone, Principessa di Lucca e Piombino, nel 1809 è nominata Granduchessa di Toscana e si contorna di artisti e cortigiani che possano esaltare la sua persona. Sotto di lei, nel 1811 l’Accademia viene divisa in tre Classi(come risulta dallo Statuto manoscritto dello stesso anno e a stampa del 1813). I Classe del Disegno, II Classe di Musica e Declamazione, III Classe Conservatorio di Arti e Mestieri, che andranno a costituire dopo il 1850, l’Istituto Musicale e l’Istituto Tecnico. Nel 1873 l'Accademia venne distinta in due diversi corpi, il Collegio degli Accademici, cioè l'Accademia delle Arti del Disegno, e l'Istituto d'insegnamento. Con promulgazione del nuovo Statuto con il decreto del Presidente della Repubblica del 17.05.1978 n. 355, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 192 dell’11.07.1978, l’Accademia cura tutto quanto concerne la salvaguardia e protezione delle opere d’arte e dei beni storici culturali di tutta la civiltà. L’ Accademia del Disegno, oggi, in base all’art. 1 del proprio Statuto, “[…] incoraggia e promuove quegli studi e quelle manifestazioni che favoriscono le arti e la loro conoscenza” e “dedica speciale attenzione a tutto quanto concerne il restauro, la tutela, la conservazione e la integrità delle opere d’arte e dei beni storici e culturali di tutte le civiltà”; opere e beni tra i quali in primo luogo quelli costituenti il proprio patrimonio (sculture, pitture, arazzi, mobilio), conservato all’interno della sua odierna sede (Via Orsanmichele 4) o in deposito presso altri enti (tra cui la Galleria dell’Accademia, La Galleria d’Arte Moderna, l’Opera del Duomo, la Casa Buonarroti). Per questo si ricorda l’importanza del suo archivio storico costituito da documenti, volumi a stampa, fotografie, cataloghi di mostre svoltesi a Firenze nella prima metà del Novecento e altro materiale frutto della propria attività istituzionale e dei lasciti di artisti e iscritti; e della sua biblioteca di circa 6.000 tra volumi, opuscoli e numeri di riviste, trattanti specificatamente la cultura artistica toscana dall’Ottocento ad oggi. Numerosi testi e riviste riguardanti le accademie italiane e volumi otto-novecenteschi che riguardano il tema delle arti applicate e del loro insegnamento (consultabili su appuntamento dal lunedì al venerdì’ 9.30-12.30). L’Accademia svolge anche attività di promozione degli studi e delle arti, in collaborazione con altri enti, tra cui l’Università e il Comune di Firenze: cicli di conferenze, presentazione libri e concerti oltre una serie di mostre di pittura, scultura e architettura, nella Sala Esposizioni di Piazza San Marco, con una particolare attenzione verso la contemporaneità.