Ha avuto vasta risonanza nei mezzi di comunicazione un articolo, pubblicato di recente dal gruppo di ricerca guidato da Gilles-Eric Séralini dell’Università di Caen nella rivista Food and Chemical Toxicology[i], che attribuisce effetti tumorigeni e tossici nei topi al mais GM NK603, modificato geneticamente, ed all’erbicida ROUNDUP, al quale questo mais è resistente. Da notare che la UE ha approvato il consumo del mais GM NK603 per uso animale ed umano. 

L’Autorità europea per la sicurezza alimentare, EFSA (European Food Safety Authority), così come le agenzie deputate alla valutazione del rischio alimentare in Germania e in Australia-Nuova Zelanda, hanno confutato l’interpretazione dei risultati fornita da Séralini et al., concordi sia nel ritenere le conclusioni cui sono giunti gli autori ingiustificate, in quanto basate su un numero di animali e metodologie sperimentali inadeguati, sia nel richiedere un’ulteriore sperimentazione. Le carenze dell’articolo di Séralini poi hanno spinto la Federazione Europea di Biotecnologie a chiedere il ritiro della pubblicazione.

Gli autori della ricerca, senza tener conto delle critiche sollevate dalle autorità competenti, hanno promosso un’intensa ed abile campagna propagandistica, con la presentazione di un volume e di un documentario televisivo e l’organizzazione di una conferenza stampa. L’aspetto più inquietante dell’attività promozionale riguarda proprio le modalità utilizzate. È stato infatti distribuito il manoscritto – in anticipo sulla pubblicazione – ad un gruppo di giornalisti dopo averli vincolati a non discutere il lavoro con altri ricercatori prima della conferenza stampa, pena il pagamento di una cifra pari al costo dello studio. Una forma di diffusione dei risultati scientifici assolutamente biasimabile e stigmatizzata dal Centre National de la Recherche Scientifique (CNRS) come inappropriata ad un dibattito scientifico obiettivo e di elevata qualità.

I biologi dell’Accademia Nazionale delle Scienze detta dei XL, si associano a sei Accademie Nazionali francesi – di Agricoltura, Farmacia, Medicina, Scienze, Tecnologie, Veterinaria – nel ritenere superfluo predisporre un’altra valutazione approfondita della ricerca di Séralini, ma necessario proporre precise raccomandazioni riguardo agli aspetti scientifici, deontologici e sociali posti dalla ricerca suddetta.

 

I biologi dell’Accademia Nazionale delle Scienze detta dei XL pertanto:    

          confermano la loro fiducia nell’opera degli enti preposti ai controlli, certificazioni ed autorizzazioni, tutti concordi nel ritenere inadeguate le metodologie sperimentali ed i materiali utilizzati dell’indagine;

          constatano che la campagna propagandistica, basata su dati che non hanno un fondamento scientifico riconosciuto, ha avuto il risultato di diffondere anche in Italia una nuova ondata di paura su possibili rischi degli OGM;

          auspicano che i ricercatori mettano sempre in discussione i risultati acquisiti e rispettino il principio deontologico che impone di non presentare legittime ipotesi di lavoro come risultati sufficienti ad invocare il principio di precauzione;

          esortano i mezzi di informazione italiani a riportare con oggettività le conclusioni a cui man mano pervengono le ricerche ed ad evitare annunci che possono destare fenomeni di allarmismo nel pubblico.

 


[i] Seralini et al., 2012, Long term toxicity of a Roundup herbicide and a Roundup tolerant genetically modified maize. Food Chem. Toxicol. http://dx.doi.org/10.1016/j.ftc.2012.08.006)