Antonio Maria Lorgna, matematico ed ingegnere idraulico, fonda a Verona nel 1782 la "Società Italiana" radunando i quaranta più illustri scienziati di ogni parte d'Italia tra cui Alessandro Volta, Lazzaro Spallanzani, Luigi Lagrange e Ruggero G. Boscovich. Dal numero dei suoi Soci, la Società viene da subito chiamata «la Società dei Quaranta».
Nello stesso anno 1782, Lorgna pubblica il primo numero delle Memorie accademiche nella cui prefazione ribadisce che «lo svantaggio dell'Italia è l'avere ella le sue forze disunite» e che, per unirle, bisognava incominciare ad «associare le cognizioni e l'opera di tanti illustri Italiani separati». In queste parole sta già il programma della futura Società e la sua portata politica e patriottica: «tutti i Letterati italiani», non più un'Accademia piemontese, lombarda, veneta o delle due Sicilie, ma un'Accademia italiana.





