La biblioteca dell’Accademia ha una storia travagliata come quella della “Società Italiana” stessa,
creata a Verona nel 1782 con l’idea di “formare di tutti i Letterati
Italiani un’Accademia” e con l’intento di pubblicare degli
Atti o Rendiconti (Memorie Sociali) che contenessero relazioni degli scienziati
eminenti dell’epoca.
Data la natura itinerante
della Società, sin dalla sua nascita, la biblioteca definita “Sociale”,
come insieme di volumi e carte, non ebbe una sede stabile ma
fu destinata a spostarsi seguendo le vicende ed i percorsi geografici
della Società.
Essa fu inizialmente costituita
dal patrimonio scientifico, storico ed archivistico raccolto
da A.M. Lorgna, fondatore della Società, durante gli anni
della sua presidenza. In seguito, le donazioni dei Soci, i
manoscritti e gli scambi epistolari, i lasciti di fondi personali
ed i rapporti di scambio di volumi e fascicoli con le altre Accademie
nazionali e straniere, continueranno ad arricchire il patrimonio
librario.
La biblioteca ha infatti
aumentato, negli anni, il suo “posseduto” sino ad
arrivare a contare oggi circa ventimila volumi tra monografie,
collezioni e serie di Atti di prestigiose Istituzioni. (Accademia
delle Scienze di Torino, di Napoli, di Padova, Accademia dei
Lincei, Gioenia, Lucchese, Ligure e ancora Accademia di Francia,
di Svezia, di Pietroburgo e molte altre), ai quali si aggiunge
un congruo numero di riviste e periodici nazionali e stranieri.

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